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Vigili del fuoco in azione a Pietrabbondante

vista dall'alto del camion carico di neve
Nella tregua concessa dalle bufere siberiane, si continua  a lavorare in tutti i centri alto molisani per mettere in sicurezza strade, tetti e cornicioni pericolanti. La neve viene caricata su grossi camion per essere trasportata dove non può essere d’intralcio alla circolazione, mentre operai e volontari dei vari Comuni e gli instancabili Vigili del Fuoco di Agnone si adoperano per eliminare gli enormi stalattiti, che in questi giorni offrono uno spettacolo affascinante, ma che non desta sicurezza. Ieri, infatti, le temperature in mattinata sono aumentate, facendo precipitare qualche ghiacciolo rimasto sospeso sui tetti delle case. I pompieri hanno fatto un tour nei paesini ad alta quota, per liberare i cornicioni più pericolosi. Ieri sera si sono arrampicati sui tetti di Pietrabbondante, lavorando immersi in temperature gelide. La colonnina di mercurio segnava meno 10 gradi. 
Il tetto pieno di stalattiti prima dell'intervento
Vigili in azione su un tetto in Corso Sannitico

Vigile ad alta quota


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Immagini dall'area archeologica sommersa dalla neve...

Ingresso area archeologica
Non nevica più, forse. Oggi bimbi e ragazzi sono tornati sui banchi di scuola. Anche l'area archeologica ha riaperto i battenti, ma per "qualche" giorno non sarà accessibile, a causa delle montagne di neve che intralciano il passaggio e ricoprono tutto. 

Eccovi le FOTO in ESCLUSIVA.
Ingresso biglietteria

Casetta dei custodi

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Emergenza Neve. C’è anche un’Italia, umile e coraggiosa, che ha funzionato e capace di atti eroici. In silenzio.

Un Paese in ginocchio a causa di una nevicata eccezionale, sia per intensità che per la vastità del territorio interessato. Televisioni e giornali, da giorni, dipingono così la situazione di quella parte della penisola  italiana colpita dalla neve e non preparata ai suoi effetti, con relativi disastri e disservizi, veri o presunti.

Alvaro con turbina a mano_Carovilli
Nel chiasso multimediale condito dalle immancabili polemiche politiche e dei rimbalzi di responsabilità,    figuriamoci chi può sentire il silenzio positivo dell’Alto Molise - un angolo tanto meraviglioso quanto sperduto dell’Appennino italiano in provincia di Isernia – dove una comunità di persone, enti ed istituzioni ha saputo cavarsela contro una situazione difficilissima, lavorando con dedizione, efficienza ed efficacia, risolvendo problemi altrove insormontabili, pur affrontando un manto nevoso che da un minimo di 80 centimetri ha superato i tre metri di altezza in moltissime zone del territorio. Neve vera, insomma, altro che chiacchiere montate. Una sorta di contraltare, silenzioso, a  tante notizie-disastro o ai reportage che a volte hanno sfiorato il ridicolo sforzandosi di risultare di un qualche interesse. L’altra faccia di una Italia, umile ma forte, che funziona.

Alessandro, libera i cornicioni stracolmi a Pietrabbondante
L’Alto Molise è la parte settentrionale e montuosa della più piccola regione italiana dopo la Val D’Aosta. La sua comunità montana conta 12.500 abitanti distribuiti in dodici comuni, cinque dei quali oltre i mille metri di quota. Gente abituata alla neve - e che neve - da sempre. Definita anche Molise Altissimo, la zona è ai confini meridionali dell'Abruzzo sangritano con il quale condivide storia, struttura orografica e clima. Nel capoluogo Agnone - 5.250 abitanti a 850 metri di altitudine - c’è un ospedale ancora meravigliosamente salvo dalla scure della razionalizzazione sanitaria e che anche in questa occasione ha salvato vite umane. Funzionano pure un distaccamento dei Vigili del Fuoco, i comandi zonali dei Carabinieri e della Polizia Stradale.

Con livelli di neve impegnativi di cui prima si diceva, qui tutto pare aver funzionato a meraviglia: viabilità statale, provinciale e sgombero neve all’interno dei centri abitati; assistenza domiciliare agli anziani, trasporto o ricovero dei numerosi dializzati in ospedale; pronto soccorso in piena tempesta (i casi da raccontare sarebbero molti, davvero);  ok anche l'approvvigionamento degli animali in stalla (gli allevamenti bovini e ovini sono oltre un centinaio, in zona); le aziende delle aree produttive sono aperte, giovani volontari spalano la neve davanti alle case degli anziani.
Pareti ghiacciate strada per Capracotta
A Capracotta - 1420 mt sul livello del mare, il comune più alto dell'Appennino centro-meridionale, dove ogni pochi anni accade che le persone debbano uscire dalle finestre per scavare una galleria e disseppellire il portone d’ingresso all’abitazione - una impiegata comunale ha il compito di chiamare telefonicamente tutti gli anziani, casa per casa, due volte al giorno, durante le nevicate.  Dopo di che la Protezione civile porta provviste, medicine e quanto richiesto, a domicilio. Questa è organizzazione. Oggi a Capracotta il livello della neve supera il metro e mezzo di altezza, mentre a Pescopennataro (1180 metri sul livello del mare, affascinante paese–roccia a strapiombo sul Sangro), siamo oltre i due metri.  E domani tutto questo potrà raddoppiare.

Il grado di abitudine, l'atteggiamento delle persone e l'organizzazione del settore pubblico (Amministrazione Provinciale di Isernia e Comuni, Forze dell'ordine, Protezione civile) hanno fatto sì che i disagi o non ci siano stati o siano stati ridotti al minimo, in quei casi nei quali l’eccezionale accumulo nevoso di oltre i 4 metri superava ogni possibilità umana e meccanica.
Molti problemi che altrove sono stati dovuti a carenza di comportamenti delle persone (assenza di adeguate scorte in casa, imprudenza, impreparazione ad affrontare l’evento), qui sembrano esser state ridotte al minimo.  Ma c’è anche il modello di organizzazione dell’intervento pubblico da studiare. La redazione dei piani-neve comunali e l'efficienza della Amministrazione Provinciale di Isernia potrebbero essere davvero presi a modello da altre aree territoriali, per casi di questo genere. L’esperienza di anni e di generazioni, ha fatto scuola.
Una parola in più, infine, va spesa per il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Agnone, composto da gente impagabile sotto il piano della professionalità ben al di sopra dell'ordinario addestramento per ciò che riguarda anche la capacità di risposta ai problemi che la neve comporta. Nei giorni scorsi anche loro - raddoppiando, in silenzio come sempre, i turni di servizio – sono stati portati ai limiti delle possibilità operative. E allora, dove non arrivavano i mezzi meccanici sono arrivati loro, a piedi.
Vigili del Fuoco in azione a Vastogirardi
Il capo squadra Michele Orlando e il suo collega Paolo Spadanuda, il pomeriggio di martedì 14, racchette da neve ai piedi e cuore in spalla hanno marciato per chilometri in piena tormenta per portare latte in polvere ad un bambino di 5 mesi che non mangiava dalla notte precedente. La tempesta di vento e neve era tale che non si vedeva a un metro, i due a tratti faticavano ad andare avanti a parlare tra di loro e persino a respirare. “Il vento era così forte che non potevamo sentire neanche i messaggi radio dei colleghi rimasti in caserma” dirà Spadanuda ad un giornalista. I cumuli di neve da superare raggiungevano anche i tre metri di altezza e solo la conoscenza esatta della zona da parte del capo squadra ha permesso l’individuazione dell’abitazione, cosa impossibile per chiunque altro in quelle condizioni.  La giovane e impaurita mamma, nell’aprire il portone, ha abbracciato i due vigili e pianto di gioia e commozione. In circostanze simili, anni fa, il nonno del bimbo suo suocero, era morto proprio a causa di una tempesta di neve. Non hanno accettato neanche un caffè, c’era altro da fare. I vigili hanno visitato altre abitazioni della frazione per accertarsi che non ci fossero altre emergenze e poi si sono incamminati verso la camionetta lasciata a due ore di marcia, più a valle. Oltre quattro ore nella tormenta, per una missione ai limiti delle possibilità fisiche. 

Si potrebbe raccontare molto altro di ciò che è successo, e che succede sempre durante le nevicate, in Alto Molise.
Ma, insomma, nel quadro del generale disastro basta dire – sperando che qualcuno lo rilanci – che c'è anche una Italia preparata a questi eventi e che ha risposto come si deve all'emergenza.
Nel silenzio orgoglioso, al quale sono anche troppo abituati, queste persone e questi monti, da secoli.

Nicola Mastronardi

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Scuole chiuse in attesa della nuova tormenta di domani..





Tutte le scuole della regione sono chiuse fino a sabato (incluso). Si tornerà sui banchi lunedì 13 febbraio.
Oggi giornata di tregua su Pietrabbondante, anche il sole è tornato ad illuminare il paesino a mille metri. Ma da stanotte, secondo le previsioni meteo e il bollettino della Protezione Civile, tornerà ad impazzare la tormenta. Le precipitazioni nevose continueranno per tutta la giornata di venerdì. Prepariamoci.
Ecco altre immagini catturate ieri mattina..

Via Borgo

Pensilina

Cornicioni ghiacciati
Monte Caraceno
Buro


Corso Sannitico


Ingresso dell'area archeologica con scudo blu
Fonte Vecchia imbiancata

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Pietrabbondante, anche il centenario si mette a spalare

Amici spalatori di Pietrabbondante


Gazzella si rifugia su un albero in cerca di cibo
L’Altissimo Molise sommerso da due metri di neve, non si arrende all’emergenza. I cittadini di montagna sono abituati alle intemperie e al gelo polare e in casi straordinari come quello di questi giorni di bufera e di tormenta, restano psicologicamente tranquilli. I disagi ci sono, ma le lamentele sono poche. Piuttosto ci si arma di pala e di buona volontà, per risolvere le situazioni più critiche. Quando i problemi di salute non mettono la vita a rischio. Ci si ingegna come meglio si può. Così, in una Pietrabbondante trasformata in un manto bianco, immerso in cumuli di neve insormontabili, il Comune ha ingaggiato, grazie al decreto del tre febbraio del Presidente della Regione, undici giovani spalatori, per liberare le strade cittadine, dove ormai gli spazi per il transito sono ristretti.
“Grazie al loro validissimo aiuto – rassicura il sindaco del paesino, Giovanni Tesone - e soprattutto, all’incessante opera prestata 24 ore su 24 con alto senso di abnegazione da tutti i dipendenti comunali, è stato possibile assicurare l’accesso a tutte le abitazioni del centro urbano e a tutte le zone rurali isolate e a dare ristoro alle persone in difficoltà,  mediante la distribuzione di viveri e di farmaci”.
“C’è da dire, inoltre – aggiunge Tesone - che il tutto è stato facilitato dalla piena e indispensabile collaborazione dei cittadini pietrabbondantesi che, nelle immaginabili difficoltà, hanno spontaneamente contribuito alle varie necessità”.
Tutte le auto, infatti sono state spostate dai tre parcheggi principali, in modo da poter sgomberare meglio le strade principali e renderle percorribili.
“Per il costante pericolo di caduta neve dai tetti – sottolinea il sindaco del paesino a mille metri - si raccoglie l’invito della Protezione Civile e si raccomanda ai cittadini di circolare solo lontano dai cornicioni delle abitazioni. Si ricorda che la caratteristica presenza sui tetti di pesanti pietre, che hanno la funzione di protezione delle tegole dalla furia dei venti, rappresenta un ulteriore grave pericolo giacché esse potrebbero precipitare insieme alla neve. Nota simpatica di questa emergenza, infine, è stata l’attiva partecipazione ai lavori del nostro nonnino centenario Pasqualino Santangelo, che, con il suo esempio, ha rassicurato tutti e ha invogliato i giovani alla piena collaborazione”.

Primo Piano Molise del 7 febbraio 2012
A.Z.

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Come si affronta l'emergenza neve a Pietrabbondante...

L’Amministrazione Comunale di Pietrabbondante
fronteggia l’emergenza neve in maniera soddisfacente.

Il Decreto n. 22 del 3/2/2012, emesso dal Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, ha consentito di ingaggiare undici giovani spalatori e di utilizzarli, in questa fase d’allerta meteo, per lo sgombro delle strade cittadine.
 
Grazie al loro validissimo aiuto e, soprattutto, all’incessante opera prestata 24 ore su 24 con alto senso di abnegazione da tutti i dipendenti comunali, è stato possibile assicurare l’accesso a tutte le abitazioni del centro urbano e a tutte le zone rurali isolate e a dare ristoro alle persone in difficoltà mediante la distribuzione di viveri e di farmaci.
 
C’è da dire, inoltre, che il tutto è stato facilitato dalla piena e indispensabile collaborazione dei cittadini pietrabbondantesi che, nelle immaginabili difficoltà, hanno spontaneamente contribuito alle varie necessità, infatti, anche il solo semplice spostamento delle auto nei tre parcheggi predisposti, ha permesso di sgomberare, con più agio, le strade principali dalla neve e di assicurarne, quindi, la transitabilità.
 
Si comunica ancora che, in questa situazione di avverse condizioni meteorologiche, il presidente della Regione Molise ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al prossimo martedì 7 febbraio incluso.
 
Per il costante pericolo di caduta neve dai tetti, si raccoglie l’invito della Protezione Civile e si raccomanda ai cittadini di circolare solo lontano dai cornicioni delle abitazioni. Si ricorda che la caratteristica presenza sui tetti di pesanti pietre, che hanno la funzione di protezione delle tegole dalla furia dei venti, rappresenta un ulteriore grave pericolo giacché esse potrebbero precipitare insieme alla neve.
 
Nota simpatica di questa emergenza, infine, è stata l’attiva partecipazione ai lavori del nostro nonnino centenario Pasqualino Santangelo, che, con il suo esempio, ha rassicurato tutti e ha invogliato i giovani alla piena collaborazione.

Il sindaco
Giovanni Tesone

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Pietrabbondante sotto zero

Protezione Civile libera un'abitazione isolata
Scuole ed uffici pubblici chiusi oggi e domani.

Non smette di nevicare in Alto Molise. Dopo la breve tregua di sabato, le precipitazioni sono tornate intense e fastidiose. I disagi sono notevoli, ma inevitabili. Tutti gli organi di sicurezza sono ininterrottamente al lavoro, per risolvere gli inconvenienti che la quantità enorme di neve continua a creare. I tetti delle case sono stracolmi. Baracche e coperture meno stabili non hanno retto il peso, precipitando. Alcune zone dei paesini di montagna restano isolate. In particolare, famiglie che vivono nelle campagne di Agnone e degli altri centri alto molisani hanno dovuto allertare i Vigili del Fuoco o i volontari di Protezione Civile, per farsi liberare passaggi tra la neve e per trasportare cibo e viveri agli animali chiusi nelle stalle e nelle fattorie, lontane dai tragitti più trafficati. Una famiglia di Civitanova Del Sannio ieri mattina è rimasta bloccata in un’abitazione periferica ed è stato necessario l’intervento degli organi di sicurezza per essere tratta in salvo. Dopo le disposizioni della Protezione Civile e della Regione Molise, i sindaci dei paesini hanno potuto “assumere” nuovi spalatori e soccorritori per risolvere le situazioni più critiche nei centri urbani e nelle campagne. Attrezzarsi, organizzando i piani di emergenza e di protezione civile, secondo priorità e necessità.
 
Guerriero Sannita sommerso dalla neve
Vigili del Fuoco, volontari dell’Associzione Nazionale Carabinieri-Nucleo di Protezione Civile, agenti ed ispettori di Polizia Stradale continuano a darsi un gran da fare per monitorare tutto il territorio e accorrere al richiamo di persone da soccorrere o in difficoltà. Far cadere la neve in eccesso dai tetti e dalle zone più pericolanti, per mettere in sicurezza i vicoli cittadini, soprattutto nei centri storici, sempre più a rischio.
 
Auto e mezzi in panne non sono mancati neanche nella giornata di ieri, nonostante la calma illusoria di sabato abbia dato una boccata d’ossigeno ad operai e conducenti di spartineve e mezzi di sgombero, che sono riusciti a liberare le arterie principali e poi ad affacciarsi nelle aree intorno ai paesini, di fatto quasi isolati per due giorni. “È tutto sotto controllo – ci rassicura il Comandante di Polizia Stradale di Agnone, Mauro Marinelli  - le pattuglie sono di continuo sui percorsi viari, per monitorare la situazione. Le temperature sono bassissime e c’è molto ghiaccio”. Nei centri con altitudini superiori ai mille metri, come Capracotta, Pescopennataro, Pietrabbondante, ormai le nevicate hanno superato i due metri. Ma anche a San Pietro Avellana, Vastogirardi, Carovilli, Pescolanciano, Chiauci, Sant’Angelo del Pesco, Castel del Giudice, Belmonte del Sannio e Poggio Sannita, i cumuli sono alti più di un metro e mezzo e pesantissimi. 

Ci si aiuta a vicenda, si cerca di mettere in campo qualsiasi tipo di mezzo, per sgomberare i passaggi più difficoltosi. Per le strade spuntano le turbine, gli agricoltori mettono a disposizione i trattori, pur di fare spazio, di dare respiro. Ma la neve è talmente tanta che lo spazio sembra essere finito, per questo sindaci e cittadini cominciano a pensare di dover chiedere l’aiuto dell’esercito, che ieri è già arrivato ad Isernia.

A.Z.
Estratto da Primo Piano Molise del 6 febbraio 2012

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