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Il santuario sannita di Pietrabbondante riceve la tutela dello Scudo Blu

Inaugurato lo Scudo Blu del santuario sannita di Pietrabbondante. Ieri mattina, alle porte dell’area archeologica, la cerimonia organizzata dalla SIPBC, la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali. Occhi lucidi ed un pizzico di emozione quando Isabella Astorri, presidente dell’associazione, ha fatto cadere il panno che ricopriva il prestigioso simbolo internazionale, tra applausi e visitatori. Presenti la Soprintendente Alfonsina Russo, il sindaco del paese Giovanni Tesone, gli assessori regionali Gianfranco Vitagliano e Franco Giorgio Marinelli, il Presidente della Provincia Luigi Mazzuto. Tutti ad omaggiare il valore dello Scudo Blu, tutela per i beni culturali che hanno l’onore di ottenerlo (in Italia infatti ce ne sono pochissimi) dalle calamità che possono verificarsi durante i conflitti armati o le cosiddette operazioni di pace. Un riconoscimento prestigioso, che rende giustizia all’importanza che i beni culturali hanno nel nostro Paese. Tesori preziosi che spesso vengono lasciati in balia dell’indifferenza. “Lo Scudo Blu per i beni culturali – ha detto la Astorri, presidente dell’associazione di volontariato – è come la Croce Rossa per i diritti umani. Il bene culturale è una creatura, distruggerlo è un vero e proprio crimine.” Dopo la cerimonia, il gruppo si è spostato presso la sala conferenze di Palazzo Carosella, dove organizzatori e rappresentanti istituzionali sono entrati nei dettagli dell’iniziativa. “Lo Scudo Blu arriva in un momento particolare – ha precisato Tesone – sono infatti appena ricominciate le attività di scavo e di restauro nel sito archeologico e in autunno sarà inaugurato il museo, che permetterà di rendere fruibili ai visitatori i reperti trovati negli anni.” La nuova struttura, che a Pietrabbondante si attendeva da tempo, secondo quanto accennato dall’assessore Vitagliano e dalla Soprintendente Russo sarà gestita attraverso la collaborazione tra i vari organi istituzionali. Un bando sarà emanato dalla Regione Molise per reclutare giovani archeologi e personale di custodia specializzato. Con l’intento di dare possibilità di lavoro alle nuove generazioni. Nulla di ufficiale, per ora. Ma l’idea sarebbe questa.


Il Presidente Mazzuto ha sottolineato la necessità di una sinergia tra gli Enti per valorizzare e tutelare l’inestimabile patrimonio culturale del territorio. “Se riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo – ha sottolineato la Presidente della SIPBC – è perché ci crediamo. La nostra è un’associazione di puro volontariato. Guidata dalla passione, che è il motore per fare ogni cosa. I volontari dovrebbero essere più coinvolti ai tavoli delle istituzioni.” La Soprintendente Russo si è poi soffermata ad illustrare il patrimonio archeologico molisano. Dando rilievo all’esigenza di creare una rete tra i beni e percorsi tematici tra i vari santuari sanniti, le fortificazioni e i musei. Tanti infatti sono i progetti intrapresi dalla Soprintendenza, dalla riapertura del Paleolitico di Isernia all’area di Villa Zappone di Larino. Insomma, riscoprire il genius loci, quel senso di appartenenza che costruisce l’identità di un popolo. “Quando vengo a Pietrabbondante – ha concluso la Astorri – sento un brivido. L’orgoglio dell’appartenenza al mondo sannita. Ma penso alle anime degli antenati. Come possono trovare pace nelle condizioni attuali?”

Nel pomeriggio, infine, l’archeologo Adriano La Regina, che conduce ricerche ed operazioni di scavo del santuario da anni, ha deliziato i visitatori con un’approfondita visita guidata tra le bellezze dell’universo sannita.

A.Z.
Articolo pubblicato su Primo Piano Molise

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Un museo archeologico a tutela dei beni culturali

Sono tanti i tesori sanniti dispersi in Italia. Il nuovo museo, inaugurato in autunno, sarà un’importante centro turistico e culturale per l’intero Alto Molise.

PIETRABBONDANTE. Sta per diventare realtà il nuovo museo archeologico di Pietrabbondante. Una struttura importante, da tempo desiderata in Alto Molise, che permetterà di custodire in modo degno i tesori riemersi durante le varie campagne di scavo. La Giunta comunale del borgo di montagna ha da poco deliberato per ottenere il deposito dei beni archeologici presso il nuovo edificio, incastonato all’interno del paese. Tesori appartenenti all’antico modo sannita, che saranno posizionati dalla Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Culturali del Molise in adeguati percorsi di allestimento. Così, in tempi non proprio propizi per la cultura e le rilevanti attività che ruotano intorno ad essa, a Pietrabbondante, sede di una delle aree archeologiche sannitiche più importanti d’Italia, in autunno sarà inaugurata la nuova struttura, che permetterà di risolvere i problemi legati alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali. Sono infatti numerosi i cimeli, le statue, le armature preziose disperse nei vari centri museali dello stivale. Molti reperti sono conservati presso i musei archeologici di Napoli e Roma, altri sono andati dispersi in passato. Quando non si aveva consapevolezza del loro inestimabile valore. Il museo, finanziato dalla Regione Molise e messo in opera dal Comune di Pietrabbondante, di cui è in fase di completamento il secondo lotto funzionale, mira a diventare un centro di convergenza culturale e turistica, per far conoscere tutto il territorio alto molisano e aumentare il suo valore fuori dai confini regionali. Il progetto è strutturato su tre livelli e in una serie di spazi espositivi destinati ad ospitare la storia e l’archeologia del luogo, attraverso reperti, pannelli didattici, plastici e ricostruzioni grafiche e fotografiche delle varie realtà da mettere in mostra. Per l’esterno è prevista la creazione di un parco archeologico urbano, immerso nel verde e concepito per integrare la struttura con il contesto circostante. Dare la possibilità ai visitatori e agli abitanti del luogo di usufruire di un’area attrezzata per il relax e la socializzazione. Sul lato orientale, sarebbe previsto un prato con alberi, mentre nell’altro lato dovrebbe snodarsi una passeggiata architettonica dall’andamento sinuoso circondata da piante e natura. L’edificio è pensato all’interno di una logica eco-compatibile, infatti i materiali utilizzati per il rivestimento esterno dovrebbero essere conformi ed integrati al contesto ambientale circostante. Tra questi, la pietra sbozzata, che rispecchia un tipo di accostamento non mimetico con le case del paesino e le “morge”. Quelle imponenti rocce su cui Pietrabbondante sembra arrampicarsi. Il museo archeologico è stato realizzato anche con lo scopo di creare un collegamento diretto tra località Calcatello, in cui si trova il santuario sannita e il noto complesso tempio-teatro, e il centro abitato, spesso poco visitato dai turisti, i quali dopo essersi inoltrati tra i preziosi ruderi dell’area archeologica raramente si soffermano in paese. Secondo le ultime stime, i visitatori del sito sannitico sono circa 40.000 l’anno. Una quantità notevole, che potrebbe migliorare anche nel centro urbano l’indotto turistico ed economico. “L’Alto Molise” – spiega Giovanni Tesone, sindaco di Pietrabbondante – “punta su una struttura del genere, di richiamo per i turisti, per le scuole e per la valorizzazione della nostra storia e cultura. Se i risultati saranno quelli che gli Enti (Regione Molise, Comune e Soprintendenza) si sono prefissati, non è da escludere un ulteriore ampliamento.” Oltre alle sale espositive, è previsto un laboratorio destinato al restauro dei reperti. L’intento è quello di raccogliere in un unico luogo, finalmente adatto, i vari oggetti di scavo oggi sistemati in depositi di convenienza e magari riportare nella terra natia anche quei tesori dislocati in diverse città della penisola. Il problema della conservazione dei beni è stato più volte affrontato dai funzionari della Soprintendenza e da Adriano La Regina, archeologo e direttore dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, che da tempo si occupa delle campagne di scavo di Pietrabbondante. «La conservazione» - disse in occasione della presentazione degli ultimi ritrovamenti a dicembre dello scorso anno - «comporta più investimenti della scoperta. Fino ad ora le opere sono state ricoperte con teloni e protezioni provvisorie, ma non si può fare per sempre. C’è bisogno di un progetto valido per la conservazione, indispensabile per non far finire in malora le meraviglie tutelate dai secoli. Se non ci saranno piani per questi fini bisognerà ricoprire ciò che è stato trovato.» E proprio nel 2010 “Italia Nostra” (Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione), ha inserito il sito archeologico del paesino ad alta quota nella lista dei monumenti da salvare. Il motivo? «Mancanza di personale addetto alle guide qualificate. Nessun servizio. Nessuna qualificazione.» Oggi, il servizio di accompagnamento turistico è svolto dai volontari del servizio civile e l’apertura del nuovo museo potrebbe risollevare le sorti di un meraviglioso angolo culturale in simbiosi con la natura.

Adelina Zarlenga
su Primo Piano Molise del 12 maggio 2011

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